23-nov-2021

Dalle carte di credito alle tessere fedeltà, dalle smart-card alle carte di pagamento: il sottile film protettivo che le ricopre ne determina qualità e sicurezza

Come sono fatte le tessere in PVC: i materiali fanno la differenza

carte di credito e bancomat

Carte di credito, Bancomat, carte fedeltà, gift cards, badge aziendali, tessere associative, smart-card... sufficientemente sottili da non occupare troppo spazio ma tanto resistenti da non deteriorarsi a fronte di un utilizzo frequente.

Anche nell’era delle “App”, i nostri portafogli ne sono pieni: solo in alcuni casi, infatti possono essere sostituite dalla versione digitale.

Non tutte le card sono uguali. Più sono prestigiose – simbolo di appartenenza ad una élite esclusiva – o ricche di funzionalità – come nel caso di pagamenti e accessi controllati – più la qualità del prodotto finale deve essere eccellente.

Scritte, microchip, bande magnetiche, ologrammi, antenne contactless e numeri di serie: tutto deve essere rivestito con un film adatto a sigillare e proteggere dati e dispositivi contenuti nella carta senza alterarne in alcun modo scritte e colori. Ma la qualità di film e supporti non basta: a fare la differenza è la lacca termosaldante utilizzata da Henkel per “incollare” la pellicola protettiva alla tessera in PVC.

Com'è fatta una tessera in PVC

Le tessere che tutti abbiamo nel portafoglio (carte di credito, bancomat ecc.) sono costituite da un insieme di più strati di PVC bianco e trasparente. Il formato è standard mentre lo spessore variabile, anche se si aggira intorno al millimetro.
Il corpo della carta, cioè la parte che contiene il chip, le bande magnetiche, i numeri di serie e tutti gli altri dispositivi di sicurezza e lettura, è stampato con inchiostri UV o con stampa digitale ed è racchiuso in due film protettivi. Questi ultimi sono costituiti da un overlay (un film trasparente di PVC) sul quale viene applicata la lacca termosaldante: vengono pressati a caldo e diventano un tutt’uno con il corpo della carta, sigillandola e proteggendola.

Tessere in PVC: caratteristiche della lacca per la sigillatura perfetta

Per avere delle tessere plastificate di qualità è importante garantire un’ottima adesione su tessere in PVC, resistente alla rottura, all’ingiallimento e all’immersione in acqua o solventi. Ma non solo: deve garantire, infatti, che nessuna immagine sottostante venga deformata in fase di applicazione e, soprattutto, che la pellicola non possa essere rimossa in alcun modo.

Inoltre, deve sopportare le massime temperature di sigillatura che, nel caso ad esempio delle carte finanziarie, può raggiungere i 160°. Un plus ulteriore? Essere applicabile con normali spalmatrici tipo rotocalco, senza richiedere alle aziende produttrici investimenti in impianti speciali.

La lacca termosaldante Made-in-Italy per le tessere PVC che ha conquistato il mondo

Nei laboratori Henkel di Casarile i le poliammidi non hanno segreti ed è qui che è nata la lacca termosaldante utilizzata dai maggiori produttori mondiali degli speciali film protettivi, basata su una poliammide prodotta con materie prime da fonti rinnovabili.

mazzo di carte da gioco

A sorpresa, anche i mazzi di carte da gioco o da collezione richiedono, talvolta, una qualità e un rivestimento eccellente. Fra i principali utilizzatori di carte professionali ci sono i Casinò, dove i mazzi di carte vengono sostituiti con grande frequenza, talvolta anche ad ogni “mano”.


com'è fatta una tessera in PVC

Il film in pvc deve sigillare e proteggere dati e dispositivi contenuti nella carta: viene applicato sopra e sotto il corpo della card attraverso la speciale lacca termosaldante di Henkel

Qualche numero sull’utilizzo delle carte plastificate

Nel 2018 in Italia circolavano 15 milioni di carte di credito e 56,3 milioni di carte di debito. A queste si aggiungono circa 40 milioni di carte prepagate.*

Un mercato in crescita in questi ultimi anni: la pandemia ha infatti dato slancio all’e-commerce, favorendo l’adozione di strumenti alternativi al contante.


* Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments Assofin, Nomisma e Ipsos, con il contributo di CRIF